Se tu fossi mio, terzo volume della serie “Man Candy”
di Melanie Harlow: ogni volume è meglio del precedente. Questo
terzo, dove anche ritroviamo in parte i Quinn e Jaime, Margot e Jack,
per me è il più bello tra tutti.
Sì è compiuto il miracolo: dopo mesi
ho finalmente trovato un libro BELLO,BELLO,BELLO!!
Melanie Harlow sa sempre come
conciliare il sexy con il romantico e non ci sono vie di mezzo: le
scene hot sono hot, le scene romantiche sono da mal di denti e da far
invidia alle favole Disney.
Incontriamo una ragazza insicura, che
non si rende conto di quanto è bella, esteticamente ma anche
nell’anima e non crede nelle sue potenzialità: Claire, la nostra
principessa pronta a essere salvata da sé stessa e da un invito a un
matrimonio disastroso.
Theo, Bello e dannato, dannato veramente: ha segreti che si vergogna di confessare e una paura del diavolo di legarsi a luoghi e persone. Un passato pesante che continua a infierire sul presente. Non sa cosa sia l’amore, non l’ha mai provato da bambino e nemmeno in età adulta e quando si troverà faccia a faccia con l’Amore con la A maiuscola, quello che ti fa perdere l’equilibrio per un secondo quando lo provi e poi rimette insieme tutti i pezzi che non pensavi di avere nemmeno fuori posto, il nostro Theo…scappa. Scappa più veloce che può, ma poi torna. Quindi preparatevi a questo mordi e fuggi continuo, per nulla pesante, anzi, a volte triste.“Tu cerchi una meta, io mi godo il viaggio. Voglio solo che non si concluda mai”.
I due si incontreranno perché Claire ha un “bisogno” da soddisfare e Theo è la sua unica speranza: di certo non pensava di trovarsi davanti un uomo tanto affascinante quanto enigmatico e lui non pensava di certo di trovare di fronte a sé il suo centro del mondo. Non vi svelo nulla perché il libro è molto veloce e il loro incontro lo troverete già nei primi capitoli del libro.“La consapevolezza di dire Sono tua e Tu sei mio. Era tutto vero. Era nostro. Era amore. E sarebbe sempre stato sufficiente”.
“Credevo nell’anima gemella, e volevo trovarla anche io. Ma che diavolo di fine aveva fatto la mia”.












